Compra ora la tua copia digitale

Follow Us
Newsletter

Sei appassionato dei nostri giochi di guida?
Iscriviti alla Newsletter Milestone per essere sempre aggiornato sulle novità dei nostri giochi.

  • DUCATI – 90th Anniversary

    Il ducatista che c’è in te

    Essere Ducatisti significa molte cose, ma più di ogni altra vuol dire condividere una passione, una fede assoluta nei confronti di un modo di fare moto unico al mondo. Nell’occasione del novantesimo anniversario della casa di Borgo Panigale, nasce DUCATI – 90th Anniversary, uno spin off di Ride destinato a racchiudere quasi un secolo di leggenda: si origina quindi un’esperienza stand alone creata per ripercorrere la storia di Ducati attraverso i suoi principali momenti evolutivi e i suoi modelli iconici.
    DUCATI – 90th Anniversary, in qualità di spin off, propone lo stile di guida che ha già conquistato i giocatori abbinato a una selezione dei modelli Ducati più significativi per la casa, comprendendo alcune icone del passato mai apparse in un videogame prima d’ora.
    DUCATI – 90th Anniversary è un videogioco dedicato chi ama le moto e agli appassionati delle corse su strada: DUCATI – 90th Anniversary è il videogioco dedicato a chi vuole rivivere un SOGNO che dura da novant’anni.


  • Moto

    Modelli che hanno fatto la storia

    DUCATI – 90th Anniversary comprenderà 39 moto divise per differenti livelli di performance e raggruppate in diverse Ere, dagli anni 50 ad oggi, incluse le moto dei piloti che hanno scritto la storia del marchio italiano.


    Piste

    Chilometri di asfalto

    DUCATI – 90th Anniversary includerà 8 circuiti ufficiali fedelmente riprodotti e 5 piste cittadine in cui il videogiocatore potrà cimentarsi e mettere alla prova le sue capacità di guida.

  • The Beginnings

    THE BEGINNINGS

    Nel 1926, a Bologna, la famiglia Ducati ed altri investitori bolognesi fondano la Società Radio Brevetti Ducati, con l’intento di produrre industrialmente componenti per la nascente industria delle trasmissioni radio, basati su brevetti di Adriano Ducati.
    Il primo prodotto, il condensatore Manens per apparecchi radio, subito seguito da altri, ottiene un grande successo in tutto il mondo, permettendo all’azienda di espandersi velocemente e di conquistare il rispetto della comunità industriale internazionale. Il primo giugno 1935 viene posata la prima pietra dello stabilimento di Borgo Panigale. La Seconda Guerra Mondiale risulta fatale per gli stabilimenti di Borgo Panigale che vengono danneggiati nel 1944. Fortunatamente, per tutta la durata della guerra, i fratelli Ducati studiano e progettano nuovi prodotti da proporre sui mercati internazionali alla conclusione del conflitto.Nel settembre 1946, alla Fiera di Milano, compare il Cucciolo: il piccolo motore ausiliario per biciclette destinato a diventare il più famoso nel mondo. Ma la vera storia sportiva della Ducati ebbe inizio nel 1955. Tutto ciò che era venuto prima va considerato come un semplice preludio.
    Nel decennio degli anni Cinquanta l’Europa fu scossa da una grande passione, la passione per le corse, con manifestazioni come la “Milano-Taranto” e il “Motogiro D’ Italia”, gare “ di gran fondo “ che attiravano schiere di appassionati e piloti. E’ in questo contesto che l’allora Presidente della Ducati, il Dr. Giuseppe Montano, assunse un giovane ingegnere di nome Fabio Taglioni. La sua missione era di produrre una motocicletta che fosse in grado di vincere in gara e al contempo adatta per la produzione di massa. Taglioni decise di sviluppare una moto con un motore da 100cc monocamma e con coppia conica: il risultato fu la Gran Sport 100, detta Marianna. Il successo fu eccezionale: nella versione di 100 cc, guidata daGianni Degli Antoni al MotoGiro del 1955, la moto riuscì a battere molte 250 con la notevole media di 98.9 Km/h.
    La Ducati 125 Gran Prix Desmo fu la moto scelta per raccogliere la pesante eredità della Gran Sport Marianna: con motore monocilindrico desmodromico da 124,6cc, la 125 Desmo raggiugeva i 19,8 CV a 13.800 giri/min, con una velocità massima di 185 Km/h.

    Modelli presenti in gioco:

    – 125 Gran Sport Marianna
    – 125 Desmo


  • Anni 70

    ANNI 70

    Negli anni ‘70, ispirandosi alle competizioni statunitensi dell’epoca, il dirigente sportivo Checco Costa decise d’importare il format della “200 Miglia” in Italia. All’epoca questo tipo di competizioni non era presente in Europa. Il circuito prescelto fu l’Autodromo di Imola: sin dalla sua prima edizione, nel 1972, questa competizione fu un successo, riuscendo ad attirare l’attenzione di case motociclistiche di tutto il mondo. Ben presto, anche Ducati ne intuì il potenziale e decise di partecipare con una moto appositamente preparata: la 750 Imola Desmo. Con alla base motori e telai di produzione, la moto venne alleggerita e modificata sin nei dettagli più piccoli. Il suo bicilindrico da 747cc, aveva una configurazione a L di 90°, con teste e cilindri in lega leggera. La potenza espressa era notevole per l’epoca (82 CV a 9.000 giri/min) e, infatti, Paul Smart e Bruno Spaggiari, due dei quattro piloti ingaggiati da Ducati quell’anno, si piazzarono rispettivamente primo e secondo. Con il tempo di 2h02’26’’, in particolare, Smart segnerà una prestazione che sarà superata solo una volta nel 1973.
    Dopo la vittoria alla prima edizione della 200 Miglia di Imola, si sollevò molta curiosità attorno a quella moto che surclassò tutti gli avversari con ben due piloti. Paul Smart e Bruno Spaggiari arrivarono infatti primo e secondo dopo un’accesa lotta fino all’ultimo giro, quando l’italiano finì il carburante proprio negli ultimi metri. Nacque così la Ducati 750SS, prodotta dal 1973 ed equipaggiata con un motore derivato dalla GT 750: il suo bicilindrico a V di 90° con distribuzione desmodromica raggiungeva i 72 CV a 9500 giri/min, caratteristica che la rese tra le moto più ricercate di quegli anni. Il telaio è stato derivato invece dalla 750 Sport, con una struttura in traliccio tubolare in acciaio a culla aperta, ma con la particolarità di una forcella a perno centrale.
    La Ducati 900 SS è il modello che ha affiancato la 750 SS a due anni dal suo lancio sul mercato.
    Nel 1978 Mike Hailwood™, cresciuto con le monocilindriche Ducati, torna di nuovo in sella al “Tourist Trophy” e, strabiliando pubblico e appassionati, vince la Formula 1 TT sul mitico “Mountain”. La moto è una Super Sport portata a 900cc di cilindrata. In ricordo dell’eccezionale impresa la Ducati realizza, a tiratura limitata, la splendida 900 Mike Hailwood™ Replica.
    Con una progettazione iniziata nel 1976, le Ducati Pantah vantano un motore sorprendente, che diverrà capostipite di una generazione di propulsori ancora oggi sul mercato, sebbene evoluti in ogni aspetto. La base del progetto fu quella di Fabio Taglioni, il primo tecnico a introdurre la distribuzione desmodromica in Ducati. Si basano su di un bicilindrico a V di 90°, la cui distribuzione desmodromica e il cambio furono ambiziosamente riprogettati. Ducati 500 Pantah arrivò sul mercato solo nel 1979. Per risolvere alcune complicazioni riscontrate, i tecnici invertirono la rotazione del motore e sostituirono la catena della distribuzione con delle cinghie dentate. Pur senza un motore pronto, la Pantah apparve comunque al Salone di Milano del 1977, attirando molta curiosità, che sarà però soddisfatta solo due anni dopo.

    Modelli presenti in gioco:

    – 750 Imola – Paul Smart
    – 750SS
    – 900 Supersport
    – 500 Pantah


  • Anni 80

    ANNI 80

    Nel 1985 la Ducati è acquistata da Claudio e Gianfranco Castiglioni ed entra a far parte del Gruppo Cagiva. L’azienda passa, quindi, nelle mani di due grandi appassionati di moto e di corse che porteranno la marca ai fasti dell’era Superbike. L’avventura inizia nel 1988 con Marco Lucchinelli che porta al debutto la 851, realizzata dall’Ing. Massimo Bordi. Con la gestione Castiglioni, la Ducati amplia i propri segmenti nel mercato motociclistico, introducendo nuovi modelli, allargando l’offerta nelle cilindrate più grandi e naturalmente riconfermando il suo impegno nel settore delle moto sportive.
    Nel 1981, dopo avere presentato la prima Ducati con telaio a traliccio, la 500 SL Pantah del 1979, la casa di Borgo Panigale mostrò interesse nella Formula TT, per moto da corsa derivate dalla produzione di serie. Nacque così il modello 600 TT2, che risultò pressoché imbattibile dal 1981 al 1984. Dal 1983, Ducati sviluppò le versioni da 750 cc, nominandole TT1 ed F1. Ducati 750 F1 è una moto che comprende tutta l’evoluzione dei precedenti anni e fece il suo debutto nel 1984. La cilindrata, aumentata a 748 cc, racchiude un 4 tempi bicilindrico a L raffreddato ad aria derivato dalla Pantah. La potenza è di 80 CV al regime di 10.000 giri/min, ottimizzati grazie alla distribuzione desmodromica. Il telaio, che nella versione commerciale è stato allargato per avere più spazio, è fornito di una forcella da 38mm Marzocchi e un forcellone Cantilever con mono-ammortizzatore oleopneumatico.
    Con il passaggio alla Cagiva del 1985, Ducati rinnovò la linea delle proprie moto: il primo progetto a vedere la luce fu la 750 Paso, progettata da Massimo Tamburini, uno dei fondatori della Bimota. Tamburini fu tra i primi a integrare le frecce direzionali negli specchietti, idea tuttora impiegata in molte sportive, e diede un grosso contributo nell’evoluzione del telaio a traliccio di Ducati. La dicitura “Paso” deriva da Renzo Pasolini, pilota nato a Rimini e prematuramente scomparso a Monza nel 1973.
    La fine degli anni ’80 sancì il passaggio di consegne tra Fabio Taglioni gli ingegneri Bordi e Mengoli. Se il primo è stato il fondatore del pilastro imprescindibile per Ducati, ovvero la distribuzione desmodromica, presente ancora oggi, i secondi sono gli artefici della sua evoluzione più importante, chiamata Desmoquattro. Il motore bicilindrico della Ducati 851 ha infatti non una, ma due valvole per cilindro: da qui il nome Desmoquattro. Con la cilindrata di 851cc, la Ducati 851 supera i 260 Km/h grazie a 128 CV a 11.500 giri/min.

    Modelli presenti in gioco:

    – 750 F1
    – 750 Paso
    – 851


  • Anni 90

    ANNI 90

    Dal 1990, l’impegno di Ducati nel Campionato SBK divenne tale che fu possibile coronare, dopo solo due anni, il sogno del primo titolo con la Ducati 851, prima moto Bicilindrica equipaggiata dal motore 4 valvole Desmoquattro. Il pilota francese Raymond Roche, infatti, conquistò il primo titolo piloti per la Casa bolognese proprio nel 1990.
    Con un propulsore da 888cc, la Ducati 851 SP2 è una versione potenziata del modello base. La moto fu realizzata per valorizzare i nuovi regolamenti del Campionato Italiano Sport Production che dal 1989 permisero l’iscrizione nella classe 750 di modelli bicilindrici con cilindrata superiore ai 750cc. Da lì in poi, iniziò la vorticosa scalata della Ducati al campionato per moto derivate dalla produzione di serie.
    In questi anni, infatti, con le 851, 888, 916 e 996, Ducati immagazzina un numero impressionante di titoli, con piloti destinati a diventare leggende nella storia della SBK, primo tra tutti Carl Fogarty, ma anche Doug Polen e Troy Corser. Relativamente alla produzione di moto stradali, Ducati scrive una delle pagine più belle ed intense della propria storia.
    Sulla base delle esperienze maturate nelle competizioni, la 851 e 888 diventano le prime Superbike stradali a disposizione del grande pubblico di appassionati. Nel 1993 nasce il Monster, a tutt’oggi considerato il più grande successo commerciale della Casa di Borgo Panigale, seguito a ruota, nel 1994, dalla 916, la moto che ha riscritto la storia delle moto stradali degli anni ‘90, e ancora oggi considerata una delle più belle motociclette mai ideate.
    Dal punto di vista tecnico è un’unione di know-how tecnici già presenti nella Ducati dell’epoca, a cominciare dal motore, di provenienza Supersport: si tratta di un bicilindrico a L da 904cc, il cosiddetto “Pompone”, raffreddato dall’unione aria-olio e con distribuzione desmodromica, capace di raggiungere 76,5 CV a 7000 giri/min.
    La parte telaistica deriva dall’accoppiata 851/888, con un traliccio di tubi in acciaio adattato per l’occasione, forcella oleodinamica Showa a steli rovesciati e un forcellone con mono-ammortizzatore progressivo, sempre fornito dal costruttore giapponese. Ad oggi, il brand Monster ha venduto oltre 200.000 esemplari in tutto il mondo, diventando il modello Ducati con il successo commerciale più ampio.

    Modelli presenti in gioco:

    – 851 SP2
    – Monster 900
    – 916
    – 748


  • Anni 2000

    ANNI 2000

    Nel 2001 Ducati celebra i 100.000 Monster prodotti dal 1993 e presenta la Multistrada, Sul fronte delle corse, con una fantastica doppia vittoria ad Assen, Troy Bayliss vince il Mondiale Superbike e Ducati Corse annuncia l’intenzione di partecipare al Mondiale MotoGP dal 2003, con il nuovo motore Desmosedici. Il 2001 verrà ricordato inoltre come l’anno della scomparsa di Bruno Cavalieri Ducati, ultimo dei tre fratelli fondatori dell’azienda, e di Fabio Taglioni, padre del motore bicilindrico a “L” di 90°.
    La Ducati 999R, versione sportiva della Ducati 999, uscita nel 2002, è una moto nata in pista. Collaudata dai piloti Superbike della casa bolognese, solo in seguito è stata adattata all’uso stradale. Nello specifico, questa versione è basata sulla Ducati 999 iscritta al mondiale AMA Superbike Championship del 2004.
    Il modello 999 fu progettato con il preciso intento di vincere nel campionato Superbike contro le arrembanti quattro cilindri giapponesi e, anche nella sua versione stradale, la moto si avvicina moltissimo ai valori di una vera e propria moto da competizione.
    Una vera rarità è invece la Ducati PaulSmart 1000: fabbricata in soli 2000 esemplari, è un tributo alla Ducati 750 portata alla vittoria da Paul Smart nel 1972. Il pilota britannico, dopo alcuni ottimi risultati al Tourist Trophy, tra cui un secondo posto al Production TT 750 nel ‘67, venne ingaggiato da Ducati per gareggiare nella prima edizione della 200 Miglia di Imola. In quell’occasione, Ducati piazzò ben due piloti sul podio, con Smart sul gradino più alto e Bruno Spiaggiari secondo.
    Nel 2001 Ducati scatenò un grande clamore annunciando l’inizio del progetto che l’avrebbe portata, nel 2003, a debuttare nel campionato MotoGP: la Desmosedici. Al debutto la moto dimostrò una potenza strabiliante, e fu chiaramente evidente che la moto, nata grazie all’ingegno di Filippo Preziosi, aveva tutte le carte in regola per avviare un progetto vincente. Questo sentore divenne realtà quando Capirossi vinse la prima storica gara al GP di Catalunya del 2003. Nel 2006 sarebbe stata avviata la produzione della versione stradale della Desmosedici: la “Desmosedici RR”.
    Prodotta in serie limitata di 1500 esemplari, a distanza di quasi dieci anni dall’uscita di produzione, la Desmosedici RR è ad oggi una delle moto più ambite dai collezionisti.

    Modelli presenti in gioco:

    – 998R
    – Desmosedici RR
    – 999R
    – Sport 1000 Paul Smart
    – 1098R
    – Monster S4RS Tricolore
    – 848


  • The Modern Era

    The Modern Era

    L’era moderna di Ducati, giunta nel 2016 al 90° anniversario dalla fondazione è un’epoca fortissima dal punto di vista dell’offerta al pubblico: mai come ora gli appassionati della rossa hanno avuto così tanta scelta. Alle supersportive, alle Monster e alla Multistrada, si aggiungono Streetfighter, Diavel e Scrambler.
    Il culmine dello sforzo ingegneristico Ducati in ambito superbike è rappresentato dalla Panigale 1299: il nuovo motore Superquadro è ingegnosamente integrato nel telaio Monoscocca, che offre una piattaforma ideale dalla quale sprigionare l’incredibile potenza di 205 cavalli. La parte inferiore del serbatoio, quando montata, sigilla la parte superiore del telaio, diventando così l’air-box. Queste soluzioni ingegneristiche caratterizzano l’intera linea Panigale, riducendo il peso a secco della 1299 Panigale/S a 166,5 kg e a soli 162 kg quello della Panigale R. Le innovazioni mirate alla riduzione del peso offrono a ciascuna Panigale un rapporto peso/potenza che definisce lo standard della propria categoria.
    La diversificazione del catalogo Ducati prosegue con la Diavel: l’assetto comunica la sicurezza di chi è pronto a scattare, una fiducia nelle proprie capacità al limite della superbia. Con i radiatori laterali ad allargargli ulteriormente le spalle, che diventano più affusolate scendendo verso il motore e il puntale con il radiatore dell’olio, l’atleta ha preso forma.
    L’impressionante pneumatico posteriore da 240 mm è un esempio perfetto della filosofia senza compromessi seguita dagli ingegneri Ducati nello stilare l’elenco delle specifiche ideali della nuova moto. Questa larghezza della gomma rifletteva così efficacemente l’associazione tra potenza e stile, che il team di Ricerca e Sviluppo si è ripromesso di mantenerla nel progetto definitivo, pur prevedendo il vero e proprio terremoto che avrebbe scatenato nel settore. Il Diavel è una vera Ducati, nata dalla passione per il motociclismo e progettata per offrire le autentiche prestazioni Ducati da ogni punto di vista.
    Scrambler Ducati è invece l’interpretazione contemporanea dell’iconico modello Ducati prodotto a cavallo degli anni ’60 e ’70, come se non avessero mai smesso di produrlo. Scrambler Ducati identifica il mix perfetto di tradizione e modernità ed è un ritorno alla pura essenza del motociclismo: due ruote, un manubrio largo, un motore semplice e tanto, tanto divertimento. Lo Scrambler Icon ha sancito la rinascita nel 2014 del brand. Si caratterizza pe rla posizione di guida comoda e per il serbatoio a goccia in acciao con guance intercambiabili in alluminio. Emergono il manubrio largo, il faro anteriore con lente in vetro e guidaluce a LED e le ruote Dual Sport. Da citare le versioni Enduro, adatta all’off road, Classic, destinata a chi ama la cura dei dettagli e lo stile degli anni ’70, e Full Throttle, ispirata al mondo delle Flat Track.
    Multistrada rappresenta infine l’evoluzione Ducati verso un’esperienza motociclistica a 360 gradi, un concentrato di innovazioni, tecnologia avanzata e stile raffinato. Una moto che eleva l’esperienza di guida a una dimensione senza compromessi. Grazie a soluzioni tecnologiche all’avanguardia come il motore Ducati Testastretta DVT, che permette adattabilità totale alle condizioni e alle scelte del pilota, la Multistrada 1200 si conferma una moto dalla versatilità senza compromessi, che garantisce piacere di guida e performance assoluti.

    Modelli presenti in gioco:

    – Monster 696
    – Streetfighter 848
    – Diavel Carbon
    – 1199 Panigale S
    – 1199 Panigale Superleggera
    – Monster 1200 R
    – 1299 Panigale S
    – Scrambler (Icon)
    – Scrambler (Urban Enduro)
    – Scrambler (Classic)
    – Scrambler (Full Throttle)
    – 899
    – Multistrada


  • The Great Victories

    LE VITTORIE

    La storia di Ducati è costellata di grandi successi nelle competizioni ufficiali, e alcuni modelli rappresentativi saranno parte di Ducati 90th Anniversary: tra questi citiamo non solo la Desmosedici GP7 di Casey Stoner, ma anche la 1098 F8 di Tory Bayliss: Con prestazioni incredibili, che le hanno permesso di raggiungere i 316 Km/h a Monza, senza alcuna scia, questa moto ha riportato il titolo mondiale della SBK in casa Ducati. Da non dimenticare anche la Desmosedici GP 15 di Andrea Dovizioso. Se nel 2014 il Reparto Corse della casa bolognese aveva completato gli obiettivi, ovvero ridurre il gap in gara a meno di 10 secondi dal primo, con il 2015 l’intento diventa gareggiare per vincere almeno una gara.
    In Qatar le cose iniziarono nel migliore dei modi con una Pole Position di Andrea Dovizioso, e in gara andarono altrettanto bene, con la battaglia a quattro con Lorenzo, Iannone e Rossi. Alla fine la vittoria non arriverà, ma i risultati confermeranno l’ottimo lavoro dei tecnici.
    I fan Ducati, tuttavia, non potranno resistere alla tentazione di fare un giro sulla 996 di Carl Fogarty, che, con 4 titoli mondiali e 55 vittorie, tutte con Ducati, è il pilota più vincente della storia della Superbike.

    Modelli presenti in gioco:

    – 851 (Raymond Roche)
    – 996 (Carl Fogarty)
    – 999 F04 (Neil Hodgson)
    – Desmosedici GP7 (Casey Stoner)
    – 1098 F08 (Troy Bayliss)
    – Desmosedici GP15 (Andrea Dovizioso)


DUCATI – 90th Anniversary – Launch Trailer

Fan Day

Ducati Scrambler Full Throttle – Historical bike

Ducati 750 SS – Historical bike

Ducati 750 Paso – Historical bike

Announcement Trailer